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Sotto forma di pasta, come dolce e per antipasto, o semplicemente ad uso decorativo. Impiegate soprattutto per ricette deliziose  in prodotti artigianali o industriali, le uova consumate in questa settimana  saranno circa 400 milioni.  E’ quanto stima la Coldiretti nel sottolineare che gli Italiani spenderanno oltre 120 milioni di euro nell’acquisto di uova di gallina da consumare direttamente o nella preparazione di primi piatti e dolci, quasi la metà dei 250 milioni spesi dagli italiani per acquistare circa 16 milioni di uova di cioccolato. Un andamento positivo quello del consumo di uova in tutto il 2018 durante il quale le uova fresche, con un balzo record del 14%, sono quelle che hanno fatto registrare la maggiore crescita degli acquisti aggiudicandosi il titolo di star del carrello alimentare, secondo elaborazioni Coldiretti su dati Ismea. A spingere i consumi – sottolinea la Coldiretti – gli ultimi studi secondo i quali le uova sono riconosciute come un alimento sano, equilibrato e “taglia grassi” adatto al controllo del peso di individui.

L’uovo, scelto adeguatamente leggendo attentamente il codice riportato sul guscio ( la scala di valore va da o a 2), rappresenta un alimento sano e nutriente. Lo si può utilizzare in cucina in mille modi diversi ed è indicato per gli sportivi. Con l’aumento della domanda diventa sempre più importante – spiega l’ufficio stampa della Coldiretti – garantire la trasparenza del Made in Italy del prodotto e per il 2019 le risoluzioni approvate dalla Commissione Agricoltura della Camera prevedono la timbratura di origine obbligatoria in allevamento. Una misura importante per consentire di fare scelte di acquisto consapevoli che – sostiene la Coldiretti – deve essere inserita anche all’esterno delle confezioni oltre che estesa agli ovoprodotti utilizzati nella trasformazione industriale. Ad oggi viene applicato sul guscio un codice alfanumerico che contiene le informazioni sulla provenienza dell’uovo e metodi allevamento adottato, ma è difficilmente interpretabile dai consumatori. Il primo numero consente di risalire al tipo di allevamento (0 per biologico, 1 all’aperto, 2 a terra, 3 nelle gabbie), la seconda sigla indica lo Stato in cui è stato deposto (es. IT), seguono le indicazioni relative al codice Istat del Comune, alla sigla della Provincia e, infine il codice distintivo dell’allevatore.

A queste informazioni si aggiungono – continua la Coldiretti – quelle relative alle differenti categorie (A e B a seconda che siano per il consumo umano o per quello industriale) per indicare il livello qualitativo e di freschezza e le diverse classificazioni in base al peso (XL, L, M, S). Negli ultimi 30 anni – precisa la Coldiretti – i consumi nazionali di uova sono aumentati raggiungendo la cifra record di 13 miliardi di pezzi all’anno che significa una media di circa 215 uova a testa, quasi interamente Made in Italy, grazie all’offerta di una platea di 40 milioni di galline  presenti in 14.400 allevamenti italiani secondo elaborazioni Coldiretti su dati Ismea. (Fonte Coldiretti).

Sode, per dessert o trasformate in un’ottima pasta, le uova accompagnano una delle feste più attese dell’anno. La Typical Truck Street Food augura a tutti una serena Pasqua e vi aspetta presso il parco Ricciardi, zona San Paolo per trascorrere insieme momenti pieni di gusto con il Festival Street Food-San Paolo.

 

 

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