
I migliori fritti della capitale
Il fritto è un must in tutto il mondo e la capitale da questo punto di vista certo non scherza. Unisce la tradizione romana a molte specialità regionale. Negli ultimi anni ha guadagnato il suo spazio anche la cucina internazionale a sfornare golosisssimi piatti fritti. Ma cos’è la frittura? Secondo i normali vocabolari si intende “il cuocere gli alimenti in lipidi, cioè grassi animali oppure oli vegetali, caldi. I lipidi usati possono essere, a temperatura ambiente, solidi o liquidi”. Chiaramente per chi ha assaggiato cibi ben fritti sa che si tratta di molto di più. Un modo di cucinare gli alimenti delizioso e antico. La frittura è un metodo diffuso in tutto il mondo e usato già nel 2500 a.C. in Egitto. In tale paese, spiega correttamente Wikipedia, si usava olio vegetale generico. Già nell’antica Roma si friggevano i cibi, dolci o salati che fossero, solitamente nell’olio di oliva. Le frictilia, una ricetta del periodo, sono le probabili antenate delle attuali chiacchiere o bugie di carnevale. La maggior parte della popolazione consumava il pasto del mezzogiorno e diversi spuntini per strada, acquistando dalle varie bancarelle o da locali semi aperti vicini alla strada. Questi negozi, le cauponae e le tabernae, vendevano diversi cibi fritti, quali frittate, frittelle, salsicciotti. Esistevano inoltre le vere e proprie botteghe di friggitori, citati anche dal poeta Marziale. Il fritto nell’antica Roma era prevalentemente in olio di oliva o strutto. Invece nel Medioevo e fino a tempi recenti ha prevalso quest’ultimo. Nel Nord Italia ha prevalso il burro per la ricchezza in allevamenti bovini.
Anche questa volta non possiamo non darvi qualche consiglio e abbiamo voluto rilanciare una lista di location culinarie dove apprezzare i migliori fritti della capitale. Questa volta l’elenco è firmato Puntarellarossa:
Montanara pollo e peperoni – Sbanco: Cominciamo con Sbanco, la pizzeria in zona San Giovanni che ha alle spalle la coppia Marco Pucciotti & Stefano Callegari. Qui le pizze creative e soprattutto i fritti di ogni genere non mancano, come la montanara pollo e peperoni. L’impasto è lievitato 36 ore e al suo interno troviamo un condimento che è uno dei capisaldi della cucina capitolina: pollo e peperoni appunto, con un po’ di sugo di pomodoro ad unire il tutto e dare dolcezza.
Frymezzino – Seu Pizza Illuminati: I fritti sono da sempre un cavallo di battaglia di Pier Daniele Seu, patron dell’omonima Seu Pizza Illuminati. La rivisitazione della tiella di Gaeta, street food d’eccezione nel litorale pontino, è l’ispirazione per il Frymezzino alla Gateana. Detto anche Tiellazzino, altro non è che un tramezzino fritto e farcito con scarola ripassata, alici, pinoli, olive, fior di latte e salsa alle alici.
Sfera di pulled pork – Osteria Birra del Borgo: Il maiale sfilacciato è quella cosa che rende sfiziosa ogni ricetta lo contenga. Se poi è fritto, siamo a cavallo. L’idea di friggere il pulled pork e realizzarci una sfera è venuta a Luca Pezzetta diOsteria Birra del Borgo, il locale di Prati dove gustare fritti, pizza, burger e cucina da accompagnare alla selezione di birre. La sfera di pulled pork è ottenuta da una spalla di maiale marinata nella birra per circa 24 ore, viene poi cotta a bassa temperatura per circa 6 ore con senape, paprika, finocchietto, birra, sale, zucchero e pepe. A fine cottura vienesfilacciata e mantecata con il liquido di cottura, poi impallinata e panata con doppia panatura di panko e corn flakes. È servita accompagnata dalle birre Lisa oppure dalla Reale Extra.
Supplì senza panatura – Pizzeria Ai Marmi: Ci sono supplì e supplì. E la storica pizzeria Ai Marmi di Trasteverelo sa bene. Conosciuta anche come “L’Obitorio”, qui non si sfornano supplì come tutti gli altri. I lorosupplì al telefono sono senza panatura, insomma delle vere e proprie palle di riso fritte. Niente carne all’interno, solochicchi di riso dorati e cuore filante di mozzarella. Fino alle 23, si possono ordinare per il delivery attraverso la piattaforma Glovo.
Sanpietrino mezze maniche e coda alla vaccinara – 180 g Pizzeria Romana: Non c’è dubbio che l’evoluzione della friggitoria romana passi da 180g Pizzeria Romana. Jacopo Mercuro e i suoi ragazzi hanno lavorato alla creazione di un fritto che avesse unaprecisa identità e riconoscibilità, a partire dal formato, dal nome e dal gusto. Così nascono i Sampietrini, cubotti di circa 70gr che si ispirano ai piatti tradizionali della cucina romana. Un must è il sampietrino di mezze maniche alla coda alla vaccinara e panatura con pane al cacao. Il punto di partenza è la ricetta originale della coda che prevede l’uso del cacao, inserito come ingrediente nella panatura esterna. Ad essere precisi, la frittura esterna è un blend della panatura classica, croccante e a grana grossa, e di un pane al cioccolato rigorosamente made by 180g. Il tutto si sublima in uscita con una spolverata di pecorino romano grattugiato.
Tortellini fritti Lino – Trapizzino: Nella rassegna dei fritti più insoliti non poteva mancare Lino, la serie di tortellini fritti nata dalla collaborazione di Trapizzino e Retropasta. Cos’è Lino? Lino è una assoluta novità nel panorama dei fritti all’italiana, lanciata dalle menti di Stefano Callegari, Paul Pansera e dai ragazzi di Retrobottega dal 31 gennaio 2021. Si tratta del classico tortellino bolognese preparato con uova e farine biologiche, farcito con diversi ripieni e avvolto da una crema di Parmigiano Reggiano. Il tortellino viene poi panato e fritto. Si può gustare in tutti i locali Trapizzino d’Italia, insieme ai triangoli di pizza farciti che conosciamo bene.
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Supplì di pasta – Bonci: Gabriele Bonci è uno di quei personaggi che non ha bisogno di presentazioni. Ma se molti lo associano (quasi) esclusivamente alla pizza, in realtà il suo successo è stato decretato anche da altri street food di sua ideazione. Tra questi ci sono sicuramente i supplì di pasta che “stanno alla frittatina napoletana, come il supplì di riso sta all’arancino” secondo Bonci. Il supplì è uno scrigno che potenzialmente può celare qualsiasi tesoro, e in questo caso il contenuto è un ripieno di pasta di diversi formati. Talvolta c’è anche lo zampino di grandi chef, come l’ultimo uscito dai fornelli di Sarah Cicolini, il fritto agli ziti alla genovese.
I bao fritti – Roots: Per offrire un’alternativa divertente al delivery dei classici pizza e sushi, Roots Ristorante ha lanciato da qualche mese il progetto “Bao by Roots”. I morbidi panini al vapore che caratterizzano il menu si alternano a due tipologie di bao fritti, proposti nelle versioni carbonara e cacio e pepe. I bao fritti non hanno bisogno di vaporiera e hanno una forma meno classica rispetto agli altri bao presenti in menù. Si tratta di vere e proprie “bombette” fritte e farcite, cremose all’interno e croccanti all’esterno. L’impasto è con acqua, lievito, farina e sale. Una volta dorati, i bao vengono riempiti con salsa carbonara o cacio e pepe, rispettivamente accompagnati da guanciale croccante o pecorino e pepe.
Trippa fritta – Legs: Avete voglia di un aperitivo originale? Da Legs insieme al drink si stuzzica la trippa fritta. La trippa è in realtà un tributo a Mazzo, il ristorante a Centocelle con il quale Francesca Barreca e Marco Baccanelli (in arte The Fooders) sono partiti. La ricetta di friggere la trippa, nata appunto da Mazzo nel 2013, è di ispirazione ligure, ma ha subito conquistato Francesca e Marco, abituati a friggere spesso frattaglie seguendo metodi non classici.
Ravioli fritti di ricotta e cioccolato – Fry Hard: Iniziamo a preparare il palato per i fritti che potremo gustare da Fry Hard. Le sedi? Tre per il momento: Termini, Cinecittà e San Giovanni. Le intenzioni di Fry Hard parlano chiaro già dal nome: friggere tutto e friggere come si deve. Per questo troviamo addirittura un dessert fritto, i ravioli ripieni di ricotta di pecora e cioccolato. Un dolce “da passeggio” che vede protagonista la pasta fresca di Mauro Secondi, rigorosamente fritta, farcita e infine servita con crema al mascarpone homemade per “pucciare”, in piena filosofia street food.

















