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Fish and chips, un matrimonio all’Inglese pieno di gusto e storia

Il fish and chips è un piatto tipico della cucina britannica. Tutti almeno una volta nella vita ci siamo trovati davanti al rappresentante del settore gastronomico inglese più famoso al mondo. L’ambasciatore del gusto inglese  consiste in un filetto di pesce bianco solitamente gadidi come il merluzzo o l’eglefino fritto in pastella e attorniato da abbondanti e spesse patatine, anch’esse fritte. Viene servito con una spruzzata di sale e di aceto e molto spesso è accompagnato anche da altre pietanze, spesso piselli. Insomma niente di più semplice e gustoso.  La prima comparsa del fish and chips, riporta Wikipedia, si ha negli anni’60 del XIX secolo e da allora ha sempre guadagnato popolarità: nel Regno Unito vi erano 25.000 negozi nel 1910 e 35.000 nel 1930; di recente però la tendenza si è invertita: nel 2020 c’erano solamente 10.500 negozi. È un piatto molto diffuso anche in Irlanda, Australia, Nuova Zelanda, Sudafrica, Canada e Stati Uniti. Insomma la storia ancora una volta non mente e la diffusione del fish and chips ripercorre le rotte coloniali della bandiera del regno unito Union Jack.   Il fish and chips è stato uno dei pochissimi piatti a non esser stato oggetto di razionamento nel Regno Unito durante la seconda guerra mondiale.

È uno dei detti inglesi più popolari simbolo della working class britannica, specialmente in abbinamento al pesce in pastella. A basso costo, pratico e gustosissimo, il fish and chips è una delle specialità più note del Regno Unito, dapprima pasto delle classi lavoratrici e poi street food d’eccezione ricercato da tutti i turisti. Gamberorosso, in articolo di qualche tempo fa, con una ottima intuizione, ne riportava la storia: “Tante le leggende circa l’origine del piatto. A cominciare dalle patatine, le chips iniziate a diffondersi nel corso del Seicento in Belgio e in Francia, nazioni che da sempre si contendono la paternità di questo contorno sfizioso. Un prodotto che sembra essere nato, come spesso accade, per necessità: la teoria più accreditata, infatti, è quella belga, che vuole che le patatine siano state inventate per sostituire i pesci fritti durante l’inverno, quando la Mosa gelava rendendo impossibile la pesca. Così, le donne iniziarono a tagliare le patate per lungo, cercando di modellarle a forma di pesci. Nello stesso periodo, compare per la prima volta in Gran Bretagna il battered fish (“pesce in pastella”), introdotto dai rifugiati ebrei in arrivo dal Portogallo e dalla Spagna. Un piatto che venne fin da subito concepito come cibo da strada, servito dai venditori ambulanti su grandi vassoi appesi al collo, e che ottenne un successo immediato. Democratico e alla portata di tutti, il pesce in pastella poteva essere apprezzato da chiunque, anche dai ceti sociali meno abbienti. Ne parla anche Charles Dickens in “Oliver Twist” (1837), facendo riferimento a una “fried fish warehouse”, una delle prime botteghe di pesce fritto di cui si ha testimonianza scritta”.

Da più parti dell’Inghilterra rivendicano la paternità del matrimonio tra pesce e patatine fritte ma ancora un punto sulla vicenda non è stato messo. “Secondo la leggenda, riporta sempre Gamberosso, sarebbe stato un noto imprenditore del Nord, John Less, a iniziare a creare il piatto in un rifugio al Mossley Market di Lancashire, nella seconda metà dell’Ottocento. Ma c’è chi, di nuovo, fa risalire tutto agli immigrati ebrei: in particolare, a Joseph Malin, abitante dell’East London che nel 1860 avrebbe aperto il primo chiosco a tema. Al di là delle sue origini, il fish and chips è una specialità che ha raccolto da subito l’entusiasmo di molti, specialmente gli appartenenti alla working class, per i quali rappresentava un gustoso strappo alla regola, da concedersi in alternativa ai piatti modesti e sempre uguali della dieta quotidiana. I chioschi iniziarono poi diffondersi per tutto il Paese, e ben presto divennero parte fondamentale dell’Inghilterra Vittoriana, al pari dei treni e le fabbriche. Da qui il suo tour mondiale si dispiegò in maniera piuttosto veloce.

Croccante, asciutto, fragrante, succoso: dev’essere così il battered fish, a base di baccalà o merluzzo. In abbinamento, patate tagliate a spicchi spessi, morbide e in quantità generose. Tradizionalmente, veniva servito nei fogli di giornale, oggi sostituiti con carta da cucina, spesso decorata con le scritte tipiche dei quotidiani per restituire l’immagine di un tempo.

 

 

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