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Street food, la scelta di 7 italiani su 10

Street food e tradizione.  E’ quanto è emerso da un sondaggio della Coldiretti. Lo studio  rivela, appunto,  che il cibo da strada è la scelta preferita di 7 italiani su 10, diventando cosi la vera tendenza del mondo gastronomico italiano. I turisti e gli italiani, secondo quanto rilevato dalla Coldiretti,  quindi prediligono gustare tutti quei cibi che rappresentano il territorio, dai classici arrosticini abruzzesi ai primi di quella romana, alla piadina romagnola, alle olive ascolane nelle Marche o agli arancini in Sicilia. Ma anche specialità pugliesi e calabresi.  Senza dimenticare tutte le delizie del mare: dalle fritture, al polpo. Strizzando l’occhio anche alla cucina internazionale tipo:  paella, messicana, irlandese, vietnamita e giapponese.

Non deve stupire questa scelta in quanto quello del cibo da strada è una tradizione tutta italiana che affonda le sue radici al tempo dei Romani dove gran parte della popolazione era spesso solita gustare i pasti in piedi e velocemente in locali aperti in prossimità della strada. Un fenomeno quello del cibo di strada che ha avuto una vera esplosione nell’estate 2015 con la comparsa dei “food truck”e che anno dopo anno è in forte crescita in quanto i turisti lo preferiscono per via della facilità di consumo e del costo più contenuto. Unica nota della Coldiretti è quella di non omologare il cibo di strada altrimenti, il risultato sarebbe quello di avere lo stesso cibo proposto da Palermo a Milano, ma di continuare a proporre i cibi legati alla tradizione del territorio, perchè solo così si può salvaguardare un comparto economico in forte sviluppo.

TTSfood non può che confermare questa tendenza. Prima dello stop forzato dovuto alla pandemia abbiamo registrato festival Street Food sold out. Italiani e turisti hanno partecipato numerosi alle giornate di festival degustando piatti espressi realizzati da una squadra di ottimi  “street chef” selezionati dal format TTS. Purtroppo ad oggi siamo ancora costretti a stare fermi a casa rispettando le regole del  distanziamento sociale.  Ma siamo pronti a ripartire appena ci sarà il sospirato semaforo verde.

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