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I piatti di Carnevale non sono uno scherzo, ecco i migliori della tradizione

I piatti di Carnevale non sono uno scherzo, ecco i migliori della tradizione

 

Il carnevale è la festa del movimento per eccellenza, si celebra nei Paesi di tradizione cristiana ed in particolare in quelli di rito cattolico: i festeggiamenti si svolgono spesso in pubbliche parate in cui dominano elementi giocosi e fantasiosi, in particolare, l’elemento distintivo e caratterizzante è l’uso del mascheramento. E’ la festa dedicata ai bambini ma nella quale trovano grande divertimento i grandi. Maschere, giochi e scherzi nei confronti dei quali nessuno deve offendersi, almeno così insegna la tradizione popolare. Secondo la più accreditata interpretazione la parola ‘carnevale’ deriverebbe dal latino carnem levare (“eliminare la carne”), poiché indicava il banchetto che si teneva l’ultimo giorno di Carnevale (martedì grasso), subito prima del periodo di astinenza e digiuno della Quaresima. Le origini, come ormai è noto, affondano le radici all’età classica. I caratteri della celebrazione del carnevale hanno origini in festività molto antiche, come per esempio le dionisiache greche (le antesterie) o i saturnali romani. Durante le feste dionisiache e saturnali si realizzava un temporaneo scioglimento dagli obblighi sociali e dalle gerarchie per lasciar posto al rovesciamento dell’ordine, allo scherzo e anche alla dissolutezza. 

Se l’uso delle maschere è diffuso in tutto lo stivale, in cucina, come al solito, non si mente. E come ogni appuntamento che si rispetti anche il Carnevale ha le sue portate di riferimento. Dal dolce che la fa da padrone ai primi della tradizione. La cultura gastronomica italiana non lascia nessuno a bocca asciutta. Il cucinare è una disciplina inserita a tutti gli effetti tra le arti e a Carnevale esprime il meglio di sè. Allora ecco una selezione tra le eccellenze di Febbraio legate alla festa più colorata e scanzonata dell’anno:

Frappe

Se non si mangiano le chiacchiere non è Carnevale. Ma qualcuno potrebbe obiettare che non è carnevale se non si mangiano le frappe, o i cenci, le cioffe, o le sfrappole.  Perchè ogni regione ha la sua preparazione tipica. Dire quale sia la migliore è cosa davvero ardua perchè fanno tutte girare la testa. Ogni territorio ha la sua variante ma in fondo lo sappiamo benissimo che : sono tutte chiacchiere

Castagnole

Altra dolce frittura diffusa in tutta Italia sono le castagnole, le famosissime palline fritte, cosparse di zucchero a velo che possiamo trovare in due varianti: una discreta, senza ripieno, l’altra sfacciatamente farcita con crema pasticcera o panna. Ne esistono anche di cioccolata e altre farciture. Sono deliziose e la loro particolarità è che una tira l’altra.

Migliaccio

Un meraviglioso Carnevale di Napoli, una torta veloce, facile e leggera fatta con farina di semola e ricotta fresca. È qualcosa come una cheesecake più leggera e croccante. Napoli onora il Carnevale con il suo migliaccio con la semola, di cui esiste una versione dolce ed una salata.

Schiacciata

Dal sud si torna al centro-nord, in Toscana, in particolar modo a Firenze, dove troviamo la schiacciata alla fiorentina, che al contrario di quanto potreste pensare non ha nulla a che vedere con la focaccia: si tratta piuttosto di un dolce, così chiamato perché non deve superare lo spessore di 3 cm. Una vera tipicità di questo territorio che regala sempre primizie di ogni genere.

Lasagne

Che siano di carne, alle verdure o di ricotta sembra proprio che le lasagne siano un primo tipico del Carnevale. L’aggiunta di ricotta alla lasagna è popolare negli Stati Uniti e proviene da un’Italia meridionale. Questa tradizione raggiunge il suo apice con le elaborate lasagne con la ricotta che si consumano spesso, soprattutto durante il periodo del Carnevale a Napoli. È un approccio nettamente diverso rispetto alla lasagna preferita in Toscana e in altre zone settentrionali del paese.

Frittura

Saltando da una regione all’altra del nostro Paese cambiano le ricette, ma resta una costante: la frittura. Si frigge in Veneto, dove si preparano le frittelle con l’uvetta, anche dette fritole veneziane, ma si frigge anche in Basilicata, dove a sfidare il fegato sono le buonissime canestrelle di Carnevale bagnate con il miele e cosparse di codine di topo colorate.  Si frigge anche in Sardegna, dove per l’appunto i tipici dolci carnevaleschi si chiamano Fatti Fritti, soffici ciambelloni ricoperti di zucchero. A Carnevale tutto è concesso anche a tavola e nel campo della frittura è la fantasia a comandare.

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