fbpx

Vin brulé la ricetta del vino speziato dagli aromi magici

Vin brulé la ricetta del vino speziato dagli aromi magici

Il vin brulé, un vino speziato dalle origini antiche, fra i classici intramontabili dei mercatini di Natale di mezzo mondo, è una bevanda calda a base di vino (tradizionalmente vino rosso), zucchero e spezie aromatiche diffusa in numerosi paesi e semplice da preparare. In Europa centrale si consuma vin brulé soprattutto nel periodo dell’Avvento. In Italia, soprattutto settentrionale, si trova nei mercatini di Natale, o, più in generale, preparato artigianalmente in pentole o thermos e distribuito al pubblico durante le feste popolari del periodo invernale, compreso Carnevale. In alcuni casi si trova anche in vendita già pronto imbottigliato, quindi solamente da scaldare. Ma ridurre il vin brûlé, concentrato di fantastici aromi, a semplice bevanda di Natale sarebbe un crimine, visto che le possibilità di personalizzarlo sono infinite e si adatta a mille occasioni.

Una ricetta millenaria, che affonda le sue origini nell’Antica Roma, con il contidumparadoxum, descritto da Apicio nel “De re coquinaria”, un vino dolcificato con abbondante miele, scaldato a più riprese e aromatizzato con pepe, foglie di nardo, zafferano e datteri, generalmente offerto agli ospiti a fine del pasto. Nel Medioevo invece si consumavano vini speziati freddi, come l’Ipocras, e che somigliavano al moderno vin brulé per le spezie usate e per il sapore. Il costume di bere del vino cotto si diffuse soprattutto tra le popolazioni alpine o comunque dei paesi europei freddi. Successivamente, si diffuse in tutto il mondo. Va comunque detto che in antichità il vino non era come lo conosciamo oggi. La bevanda risultava molto speziata e per la sua gradazione alcolica spesso veniva preferito all’acqua che, se non pura, poteva essere portatrice di malattie.

Il vin brulé si prepara riscaldando vino rosso, come vuole la tradizione, o vino bianco, aggiungendo quindi zucchero a piacere e diverse spezie, di base cannella e chiodi di garofano. In alcuni casi vi si aggiungono facoltativamente delle scorze di limone, anice stellato, mela e/o qualche spicchio di mandarino. Durante la lunga bollitura del vino, l’alcool etilico evapora a 78,4 °C. Tuttavia spezie e zuccheri dovrebbero essere aggiunti dopo, in fase di raffreddamento della bevanda, poiché eccessive temperature formerebbero un prodotto di decomposizione degli zuccheri, l’idrossimetilfurfurale, il quale è sospettato di cancerogeneità. Dunque, per mantenere il vino caldo nel tempo durante una festa sarebbe opportuna una fonte di calore sempre minima e costantemente controllata. I vin brulé economici pronti in commercio vengono spesso preparati con dei vini di scarsa qualità e fortemente dolcificati per mascherarla. Un vin brulé di qualità superiore è fatto da vini rossi da tavola corposi, con l’aggiunta soltanto di poche spezie e di poco zucchero.

Ricetta:

Ingredienti

2 l di vino
1 arancia non trattata
6 chiodi di garofano
1 stecca di cannella
150 g di zucchero

Inserire i chiodi di garofano nella buccia dell’arancia, unire tutti gli ingredienti e cuocere a 70° C per circa 5/10 minuti. Attenzione: non superare la temperatura indicata; il vino non va mai bollito. Risulterà una bevanda la cui gradazione alcolica dipende ovviamente dal vino utilizzato, che va di solito dagli 11 ai 14 gradi alcolici.

TTS Food è un format di Mela Eventi
info@melaeventi.it
Facebook: @ttsfood
Instagram: tts.food
Youtube: TTS FOOD
Condividi questo articolo
Lascia un commento