Famiglia Cucurbitacee. Origine Africa tropicale. Il cocomero è una pianta annuale, con fusto erbaceo rampicante, foglie grandi e pelose con tre lobi, fiori maschili e fiori femminili, frutto voluminoso rotondo oppure ovale, il peso varia da 10 a 20 kg. La pianta cresce bene nelle aree caldo-temperate, in terreni anche piuttosto aridi, grazie alla buona resistenza a brevi periodi di siccità. In Italia e nel bacino Mediterraneo i cocomeri, in genere, si raccolgono maturi dalla fine di maggio fino a tutto settembre.
Dal punto di vista botanico, il cocomero più che un vero frutto è una bacca di grandi dimensioni, caratterizzata da una parte esterna fibrosa, detta pericarpo, e da un endocarpo polposo e succoso pieno di semi. Questo frutto in Italia è noto sia come anguria che come cocomero. Viene anche definito falsa bacca. La polpa è costituita per oltre il 90% di acqua e contiene anche un discreto quantitativo di zuccheri, soprattutto fruttosio, e vitamine A, C (8,1 mg per 100 g di frutto), B e B6. Una porzione di anguria è uno snack reidratante e remineralizzante e, grazie alla buona concentrazione di potassio, anche diuretico. In estate è ottimo per combattere la naturale ritenzione idrica di cui si soffre nelle giornate più calde.
Dissetante, fresca una fetta di anguria quando il caldo morde il freno è un vero toccasana. Questo frutto rinforza il sistema immunitario, ha proprietà antinfiammatorie, depura l’organismo, migliora l’aspetto della pelle e dei capelli, aiuta la circolazione e la solidità delle ossa. Diversi sono i suoi usi in cucina: i più audaci lo utilizzano per guarnire spiedini a base di verdura e formaggi altri preferiscono guarnirci insalate estive. Frullati e centrifughe vanno per la maggiore ma cresce l’utilizzo stravagante come ad esempio nel riso orientale con granella di mandorle.










