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Puccia salentina, una bontà pugliese famosa il tutta Italia – Street food ghiotto e sano

Puccia salentina, una bontà pugliese famosa il tutta Italia – Street food ghiotto e sano

Chi l’ha detto che il cibo da strada non è sano? Che stona con i benefici della cosiddetta dieta mediterranea? Basta fare un giro all’interno di una delle tappe dei festival targati TTSFood per comprendere quanta cura, attenzione alle materie prime e passione per l’arte della cucina sprigionano tutti gli operatori del settore. Ad ogni tappa una vera e propria festa del cibo curata nei minimi particolari rivolta ad soddisfare tutte le esigenze. Non solo piatti gourmet per gli amanti della cucina saporita e decisa ma anche eccellenze sane preparate in modalità espressa davanti ai vostri occhi. Carni e pesce cotti da veri e propri maestri del barbecue. Dolci, specialità vegan e gluten free e piatti da tutto il mondo. Portate per ogni gusto, soddisferanno i palati di grandi e piccini e dei più esigenti.

Il viaggio attraverso i sapori dello stivale questa settimana ci porta nel Salento, terra ricca di piatti da leccarsi i baffi.  Lo facciamo parlando della Puccia Salentina attraverso un articolo degli amici di “Dissapore” che hanno voluto rendere omaggio non solo alla Puccia salentina farcita con tonno e verdure ma alla puccia in senso generale. Un panino tipico salentino, anzi forse è lo street food più famoso di tutto il Salento. Si tratta di un impasto lievitato, steso sottilmente, che viene messo nel forno caldo – tradizionalmente quello a legna –  e che si gonfia completamente. In seguito viene tagliata lungo il bordo e farcita a piacere. Le farciture sono tipiche di ciascuna provincia: a Lecce la puccia si mangia con verdure crude di stagione e formaggio stagionato, a Gallipoli la puccia si prepara con capperi, acciughe e tonno, a Taranto la puccia si fa con pomodoro, olio e ricotta forte. Per la festa dell’Immacolata invece si prepara la puccia con lo spezzatino di cavallo. “Tutta crosta” con pochissima mollica, come se si trattasse dell’involucro perfetto per essere farcito. Nell’impasto si mescola la farina 00 con quella di semola rimacinata di grano duro

Il nome puccia, riporta Dissapore, sembra derivi dal latino buccellatum, che significa morso; tuttavia la sua origine non è così antica: si pensa infatti che la puccia sia stata inventata negli anni Settanta, a Trepuzzi (Le) per un’idea di Giovanni Caccetta, falegname e cuoco per diletto, che decise di usare gli scarti di impasto del pane mettendoli nel forno a gonfiare. In realtà probabilmente le sue origini sono più antiche, e la puccia ha dei fratelli che le assomigliano molto, in tutto il mediterraneo e ben oltre: nella pita greca, nel pane arabo e nella naan indiana, tutte cotte nel forno e farcite come cibo di strada; il che probabilmente significa che questa cottura del pane era tipica di un tempo antico, quando i forni, anche improvvisati, e le piastre roventi erano gli unici strumenti a disposizione.

Il nostro consiglio è quello di fare un viaggio nel Salento e assaggiare la puccia nel suo territorio di origine oppure di venire a degustarla durante il tour 2024 TTSFood. Nelle nostre tappe troverete oltre al meglio della cucina on the road nazionale ed internazionale, le eccellenze più famose della cucina pugliese: Approdando in Puglia, con le autentiche bombette cotte allo spiedo, puccia artigianale farcita con verdure, polpo e burrata, panzerotti e focaccia barese home-made.

Vi aspettiamo…prima tappa MezzoCammino, Roma, dal 22 al 24 marzo. Ingresso libero…non mancate 

 

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