
Patate – Storia e curiosità del tubero più famoso al mondo
Fritte, lesse o al forno. Speziate, alla brace o ripiene. Piatto unico o come contorno. Pranzo o cena non fa alcuna differenza. Le patate sono un elemento irrinunciabile della gastronomia di tutto il mondo. E’ veramente difficile trovare un paese che non le utilizzi in cucina. E, inoltre, è davvero difficile trovare persone alle quali non piacciano. Stiamo parlando del tubero più famoso della storia: la patata. Un tubero commestibile ottenuto dalle piante della specie Solanum tuberosum, molto utilizzato a scopo alimentare previa cottura. Originaria delle Ande, la patata fu domesticata nella regione del lago Titicaca e divenne uno degli alimenti principali degli Inca, che ne svilupparono un gran numero di varietà per adattarla ai diversi ambienti delle regioni da loro abitate. I primi europei a conoscere la patata furono i conquistadores spagnoli del Perù: la prima descrizione scritta della pianta risale al 1537. La patata giunse in Europa intorno alla metà del XVI secolo: è segnalata in Spagna nel 1573, un po’ più tardi nei Paesi Bassi e in Italia (allora possedimenti spagnoli), in Inghilterra nel 1588 (portatavi da Walter Raleigh), in Germania alla fine del secolo; in Italia venne chiamata tartuffolo o tartufo bianco. Presente nei giardini botanici, a lungo il suo rilievo nell’agricoltura e nell’alimentazione fu marginale, e veniva considerata un cibo adatto prevalentemente agli animali. La patata si affermò soltanto a partire dalla metà del XVIII secolo, quando il rapido incremento della popolazione in Europa, con l’aumento delle necessità di cibo, rese necessaria l’adozione di coltivazioni, come la patata e il mais, che avevano un rendimento maggiore rispetto ai cereali. La patata poteva infatti fornire una quantità di calorie di 2-4 volte superiore a parità di superficie coltivata rispetto al frumento, alla segale e all’avena; inoltre aveva tempi di maturazione minori.
Di varietà ne esistono diverse : Patate novelle, caratteristiche per la buccia sottile, vengono raccolte quando la maturazione non è completa. Sono a breve conservazione e andrebbero bollite con la buccia. Patate a pasta bianca, dalla polpa farinosa che si spappola durante la cottura. Sono adatte ad essere schiacciate, per esempio nel purè, nelle crocchette o negli gnocchi. Patate a pasta gialla, dalla polpa compatta, derivano il loro colore dalla presenza di caroteni. Sono impiegate per le patatine fritte industriali e casalinghe, ma sono adatte anche per le insalate e le cotture in forno. Patate a buccia rossa e pasta gialla, caratterizzate dalla polpa soda che le rende indicate per le cotture intense quali cartoccio, forno e frittura. La produzione di patate in Italia nella seconda metà dell’Ottocento si aggirava intorno al milione di tonnellate annue. In tutto il mondo pare esistano oltre 5000 varietà di patate.
A partire dalla fine del secolo mostrò una tendenza ad un rapido aumento, superando i 2 milioni di tonnellate nei primi anni del Novecento. Nel periodo tra le due guerre mondiali oscillò intorno ai 3 milioni di tonnellate, e si avvicinò ai 4 negli anni sessanta del Novecento. La tendenza si invertì intorno al 1970 iniziando una fase di declino, e attualmente si aggira intorno a 1,5 milioni di tonnellate annue. La superficie coltivata a patate negli anni 1920-1950 si aggirava intorno ai 400.000 ettari; in seguito ha subito una diminuzione quasi costante che l’ha portata intorno agli attuali 60.000-70.000. Nello stesso periodo la resa è cresciuta da 60-70 quintali/ha fino ai circa 250 attuali. La patata più costosa in assoluto è la Bonnotte. Si coltiva sull’isola francese di Noirmoutier e raccolta manualmente tre mesi dopo la semina e prima della maturazione. La vendita dura solo dieci giorni. Pare che l’ottimo sapore di questa patata sia dovuto al terreno sabbioso molto vicino al mare. Il prezzo? In media, fra i 400 e i 600 dollari al chilo. Dalla distillazione delle patate, inoltre, si ottengono diverse bevande alcoliche, per esempio l’acquavit (Norvegia, Scandinavia, Danimarca), il poitin (Irlanda) e il brennivín (Islanda). In Russia si utilizza la patata per la produzione della vodka. Una grande varietà è possibile degustarla durante i nostri festival Street Food. Fritte, a spirale o di accompagnamento ai piatti. Tutte di prima qualità e tutte cotte in modalità espressa. Noi non vediamo l’ora di riabbracciarvi. Vi aspettiamo.














