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La giornata mondiale dedicata alla pizza. L’orgoglio italiano viene così omaggiato in tutto il mondo. Come tutti sanno si tratta di un prodotto gastronomico salato che consiste in un impasto a base di farina, acqua e lievito che viene spianato e condito tipicamente con pomodoro, mozzarella e altri ingredienti e cotto in un forno a legna. Originario della cucina napoletana, è oggi, insieme alla pasta, l’alimento italiano più conosciuto all’estero. Il must la vuole cotta al forno a legna con diverse ore di lievitazione. Al momento si parla di lievitazioni di 48-72 ore per rendere il prodotto altamente digeribile.  Da non dimenticare la più importante delle certificazioni: Nel 2017 l’UNESCO ha dichiarato l’arte del pizzaiuolo napoletano come patrimonio immateriale dell’umanità.

 

Dal report economico della Confederazione emerge nello specifico che tra il 2015 e quest’anno le imprese con attività di pizzeria sono cresciute da 125.300 a 127 mila.  La produzione giornaliera è di circa otto milioni di pizze al giorno per un totale di oltre due miliardi di pizze all’anno. I pizzaioli impiegati in queste attività sono circa 110mila, una cifra che arriva a 200mila nei fine settimana. A livello regionale è la Campania a farla da padrona in termini assoluti, con il 16% delle attività. La seguono, nell’ordine, Sicilia (13%), Lazio (12%), Lombardia e Puglia (10%). Dal punto di vista enogastronomico a rimanere la preferita da oltre tre quarti dei consumatori (78,8%) è la pizza tradizionale (marinara e margherita, napoletana o capricciosa).

 

 

La pizza ha una storia lunga e per nulla semplice. In assoluto, le prime attestazioni scritte della parola “pizza” risalgono, come riportato su Wikipedia, al latino volgare della città di Gaeta nel 997. Un successivo documento, scritto su pergamena d’agnello, di locazione di alcuni terreni e datato sul retro 31 gennaio 1201 presente presso la biblioteca della diocesi di Sulmona-Valva, riporta la parola “pizzas” ripetuta due volte. Già comunque nell’antichità focacce schiacciate, lievitate e non, erano diffuse presso gli Egizi e i Romani (offa). Benché si tratti ormai di un prodotto diffuso in quasi tutto il mondo, la pizza è un piatto originario della cucina napoletana. Nel sentire comune, spesso, ci si riferisce con questo termine alla pizza tonda condita con pomodoro e mozzarella, ossia la variante più conosciuta della cosiddetta pizza napoletana, la pizza Margherita. Esiste, del resto, anche un significato più ampio del termine “pizza”. Infatti, trattandosi in ultima analisi di una particolare specie di pane o focaccia, la pizza si presenta in innumerevoli derivazioni e varianti, cambiando nome e caratteristiche a seconda delle diverse tradizioni locali. Da sempre abbinata alla birra negli ultimi tempi, grazie al lavoro dei sommelier, è sempre più accompagnata al vino. In questo caso si parte dal condimento. Leggera col vino bianco, aromatizzata con un calice profumato e succulenta con un buon rosso.

 

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