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8 consumatori su 10 hanno acquistato bio nell’ultimo anno e il 42% è “frequent user”. Tra le categorie più apprezzate spiccano frutta e verdura. Anche la produzione agricola è in crescita: secondo i dati SINAB, le superfici coltivate in Italia hanno superato l’1,9 milioni di ettari, con una crescita del 6,3% rispetto al 2016.

Il consumatore: identikit dell’user bio. Il biologico è sempre più presente nelle case degli italiani: sono infatti 8 su 10 i consumatori che hanno acquistato prodotti bio nell’ultimo anno. E il 42% di loro è “frequent user”, ovvero sceglie di comprare biologico ogni settimana. Una scelta consapevole e informata: stando alla ricerca, quasi 1 italiano su 2 predilige i prodotti biologici perché li ritiene “esattamente quelli che voglio”.

Per il 52% degli intervistati la scelta è dettata da ragioni salutistiche, ma non mancano quelli che mettono al primo posto la garanzia di sicurezza e qualità offerta da questo genere di merci (47%) e quelli che scelgono il bio perché ritenuto più rispettoso dell’ambiente (26%). Tra le categorie più acquistate spiccano frutta e verdura (scelte dal 61% dei consumatori), seguite da latte e derivati (57%) e uova (53%). E se il 44% degli user bio acquista i prodotti in GDO, il 19% continua a prediligere il canale specializzato, soprattutto guidato dall’offerta disponibile (24%) e da una maggiore fiducia nei prodotti venduti (19%).

Numeri che saliranno, in molti sono pronti a scommetterci. Un mercato che vede crescere fiducia e pubblicità. Sempre più negozi specializzati vediamo aprire nelle città, sempre più prodotti girano sulle nostre tavole.

La “consumer survey” delinea una domanda di prodotti biologici in crescita, come confermato dai dati aggregati sulle vendite, salite a quota 5.612 milioni di euro (+8% rispetto al 2016), 3.552 milioni dei quali riconducibili al solo mercato domestico (+8%, var % 2017 vs 2016).

Con 1.437 unità raggiunte nel 2017, i negozi specializzati sono il 13% in più rispetto al 2013 e il 111% in più rispetto al 1993 (fonte: BIOBANK). Di questi, il 60% è concentrato nel nord Italia e il 45% ha aperto nell’ultimo decennio. Sul fronte dell’assortimento merceologico, la survey ha evidenziato come la maggior parte dei punti vendita proponga anche prodotti non-food: in particolare, l’81% espone prodotti naturali e certificati biologici per l’igiene della persona, il 76% offre cosmetici e prodotti erboristici (63%).

Anche i prodotti per la cura della casa sono molto ricercati, trovando spazio nel 73% dei negozi. Complessivamente, un punto vendita specializzato offre circa 2.000 referenze, composte per il 79% da prodotti alimentari confezionati, con la macro-categoria pasta, riso, farine, prodotti da forno indicata dal 77% degli esercizi come quella le cui referenze sono aumentate maggiormente negli ultimi 2-3 anni. Il 34% dei negozi ha indicato come principale criterio nella scelta dei prodotti la volontà di differenziare la propria offerta da quella della GDO e il 24% ha sottolineato l’importanza di inserire a scaffale novità in grado di attirare l’attenzione del consumatore.

È stato inoltre indicato come fondamentale per il successo di un prodotto dal 40% dei punti vendita il packaging ecologico. Tra i prodotti che maggiormente incontrano l’interesse dei clienti, spiccano quelli definiti da proprietà benefiche per la salute (come segnalato dal 34% dei punti vendita) e l’attributo “vegan” (36%). (Fonte Osservatorio Sana)

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