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Roma antica e cibo, lo street food già duemila anni fa

Che la civiltà di Roma antica fosse raffinata lo sapevamo ma che i romani amavano lo street food è notizia di questi giorni.  A Pompei, un vero e proprio museo a cielo aperto,  nei nuovi scavi, ripresi all’interno del progetto di manutenzione e restauro della Regio V, riaffiora un Termopolio perfettamente conservato con l’immagine di una ninfa marina a cavallo e animali colorati.  Il Termopolio (Thermopolium) era la tipica rivendita di cibi e bevande calde affacciata su strada. È il progenitore dei nostri contemporanei fast food- tavole calde: la riprova di ciò che era già noto, cioè che i romani hanno anticipato di duemila anni le grandi catene americane.

A lasciare senza fiato è il ritrovamento nei recipienti del Termopolio di tracce di alimenti che venivano venduti in strada. Era infatti abitudine dei pompeiani ma anche dei romani quella di consumare all’aperto cibi e bevande calde. Gli specialisti del Parco archeologico di Pompei stanno già studiando il materiale per verificare quanto questa scoperta possa ampliare le conoscenze sulle abitudini alimentari di età romana. Nuove informazioni che possono arricchire i contorni di una civiltà, quella classica, sempre più affascinante. “Oltre a trattarsi di un’ulteriore testimonianza della vita quotidiana a Pompei, le possibilità di analisi di questo Termopolio sono eccezionali, perché per la prima volta si è scavato un itero ambiente con metodologie e tecnologie all’avanguardia che stanno restituendo dati inediti”, dichiara Massimo Osanna, Direttore Generale ad interim del Parco archeologico di Pompei. “All’opera è un team interdisciplinare composto da: antropologo fisico, archeologo, archeobotanico, archeozoologo, geologo, vulcanologo: alle analisi già effettuate in situ a Pompei saranno affiancate ulteriori analisi chimiche in laboratorio per comprendere i contenuti dei dolia (contenitori in terracotta)”.

Una nuova pagina di storia va ad inserirsi nel grande libro di Roma antica. Questa pagina di racconta le abitudini gastronomiche  dei nostri antenati che a quanto pare amavano lo street food. Insomma, dopo due mila anni le abitudini non sembrano essere cambiate. Fatto questo riempie di orgoglio tutto lo staff TTSfood.

In questa fase di scavo (accanto ad alcune ossa umane) sono emerse scene di nature morte, con rappresentazioni di animali, probabilmente venduti nel locale. Come si legge nell’annuncio del ritrovamento si tratta di frammenti ossei, pertinenti gli stessi animali, sono stati inoltre rinvenuti all’interno di recipienti ricavati nello spessore del bancone contenenti cibi destinati alla vendita. Come le due anatre germane esposte a testa in giù, pronte per essere preparate e consumate, un gallo e un cane al guinzaglio.  Le decorazioni del bancone, le prime emerse dallo scavo, presentano sul fronte l’immagine di una Nereide a cavallo in ambiente marino e, sul lato più corto, l’illustrazione probabilmente della stessa bottega alla stregua di un’insegna commerciale. Al momento dello scavo, il ritrovamento di anfore poste davanti al bancone rifletteva non a caso l’immagine dipinta.  Altro dato interessante è il rinvenimento di ossa umane, ritrovate parzialmente sconvolte a causa del passaggio di cunicoli realizzati in età moderna da scavatori clandestini in cerca di oggetti preziosi. Alcune sono di un individuo di almeno 50 anni che verosimilmente, al momento dell’arrivo della corrente piroclastica, era posizionato su un letto di cui restano tracce.

Altre ossa, ancora da indagare, sono di un altro individuo e sono state rinvenute all’interno di un grande dolio, forse qui riposte sempre dai primi scavatori. Inoltre nel Termopolio è stato rinvenuto diverso materiale da dispensa e da trasporto: nove anfore, una patera di bronzo, due fiasche, un’olla di ceramica comune da mensa. Il piano pavimentale di tutto l’ambiente è costituito da uno strato di cocciopesto (rivestimento impermeabile composto da frammenti in terracotta), in cui in alcuni punti sono stati inseriti frammenti di marmi policromi (alabastro, portasanta, breccia verde e bardiglio). Nel segno della tradizione e, a questo punto dopo l’importantissima scoperta di Pompei,  della storia TTSfood continuerà a proporre “cibo da strada”. I termopoli, dove si servivano bevande e cibi caldi, come indica il nome di origine greca, conservati in grandi dolia (giare) incassati nel bancone in muratura, erano molto diffusi nel mondo romano, dove era abitudine consumare il pasto fuori casa. Nella sola Pompei se ne contano una ottantina, segno di quanto questa usanza era diffusa. Questo ritrovamento però riporta alla luce un bancone dipinto  a conferma dell’eccezionalità del ritrovamento.

 

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