fbpx

StreetFood a rischio, senza eventi settore congelato. Il grido di allarme dall’Italia agli Usa

La pandemia da Covid-19 ha messo in ginocchio molte attività commerciali. Tre mesi di stop sono una montagna troppo alta da scalare per tantissime imprese, tra questi c’è il settore dello streetfood che da troppe settimane è fermo a causa delle sabbie mobili del rischio contagio. L’allarme alle istituzioni suona forte, parte dall’Italia e arriva fino negli Stati Uniti d’America con un autorevole rappresentante quale il Financial Times.

Secondo Union Camere sono 180.000 le attività di commercio al dettaglio in area pubblica in Italia di cui il 18,5% della somministrazione cibi e bevande. Dall’inizio della fase dedicata al distaziamento sociale il lavoro mancato di queste aziende si aggira tra i 5.000 e le 20.000 euro al mese. Secondo dati riportati dai più grandi giornali di settore tra i quali il Sole 24Ore a seguito di indagine Infocamere e Unioncamere si registrano 30.000 imprese in meno nel primo trimestre 2020, contro un calo di 21.000 nello stesso trimestre del 2019. I settori di appartenenza degli ambulanti alimentari sono principalmente il commercio, al primo posto con circa 1,5 milioni nel primo trimestre e al quarto posto la ristorazione con oltre 450.000 chiusure.

Le vittime “economiche” del Coronavirus, segnala il Financial Times, sono tutti gli operatori che gravitano intorno al comparto degli eventi. Il settore dei Food Truck, e dello street food in generale,  sarà il più colpito a causa della mancanza di regole certe e per l’assenza di quegli  “assembramenti” di cui si nutrono queste manifestazioni. I festival di piazza sono socialità e aggregazione proprio il terreno fertile per i contagi.  Una situazione che non vale solo per gli Stati Uniti: ancor più in Italia il settore dello street food è in crisi, e gli imprenditori lamentano di essere stati dimenticati dalle autorità. Dalle colonne del Financial Times, si racconta come l’emergenza Coronavirus ha devastato i progetti dei professionisti del settore, creandone di nuove, con lavori che prima non esistevano e causando la definitiva scomparsa di altre. Solo che questo processo ha avuto luogo in soli due mesi, un tempo brevissimo per pensare a una riorganizzazione.

Ttsfood in questa quarantena è stata vicina ai cittadini e agli amanti del divertimento da strada organizzando la striscia web Risate in cucina. Chef, comici e cittadini si sono alternati davanti alle nostre telecamere per divertire i nostri amici. “Al momento, spiega Luigi D’Amico patron del format Typical Truck Street Food, in attesa di avere segnali chiari dal governo centrale stiamo studiando come proporre il nostro format “on the road”.  Purtroppo il contagio da Covid-19 ci ha bloccati ma non abbiamo perso la voglia di divertirci e di stare insieme, siamo nati tra la gente e non vediamo l’ora di tornare tra la gente”.

 

Condividi questo articolo
Lascia un commento

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi